Laboratorio sulla comunicazione… e altre acrobazie relazionali.
- 28 lug
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28 Luglio 2026
Al Giardino dei Labirinti di Mandalavita, si è svolto il laboratorio "Comunicazione ed altre acrobazie relazionali", condotto da Maurizio Qualiano. Si è partiti dall'etimologia della parola comunicazione, che deriva dal latino communis e communicatio: mettere in comune, condividere.

Un concetto semplice solo in apparenza, perché la comunicazione è il filo invisibile che attraversa il mondo animale, vegetale e umano, rendendo possibili relazioni, scambi e incontri.
Uno dei principi fondamentali ricordati durante il laboratorio è stato il celebre assioma della scuola di Palo Alto: non si può non comunicare. Anche il silenzio, infatti, dice qualcosa. Talvolta molto più di un lungo discorso.

Non poteva mancare un riferimento a Sigmund Freud, che ha dedicato pagine memorabili al potere delle parole. Con le parole raccontiamo i nostri sentimenti, costruiamo la nostra visione del mondo, consoliamo, incoraggiamo... e, qualche volta, feriamo. Non a caso un antico proverbio ricorda che «ferisce più la bocca della spada».
Ma, come ha sottolineato Maurizio, la comunicazione non abita soltanto nelle parole. Il corpo, lo sguardo, i gesti, la distanza fra le persone, il tono della voce e perfino il modo in cui occupiamo lo spazio parlano continuamente di noi. E qui è emerso, con un pizzico di orgoglio partenopeo, che un buon napoletano sa benissimo come un gesto possa sostituire un'intera frase... e, a volte, persino un capitolo di un libro.
Con la preziosa collaborazione dell'assistente Giorgia, il laboratorio si è trasformato in una vera palestra relazionale. I partecipanti si sono cimentati nel "telefono muto", nel mimo, in esercizi di espressività e in divertenti esperienze di trasformazione simbolica del linguaggio, scoprendo quanto sia facile fraintendersi... e quanto sia bello imparare a capirsi.

Tra risate e momenti di autentica riflessione, gli esercizi sono diventati esperienze concrete, vissute in prima persona. Perché la comunicazione non si impara soltanto ascoltandone parlare: si scopre praticandola, sbagliando, correggendosi e lasciandosi sorprendere dagli altri.
Il laboratorio si è concluso con la consapevolezza che comunicare è davvero una piccola acrobazia quotidiana: richiede equilibrio, ascolto, fiducia e un pizzico di ironia. E, proprio come accade nel labirinto, non sempre il percorso più tortuoso è quello che ci allontana dalla meta; spesso è quello che ci conduce, passo dopo passo, a incontrare davvero l'altro.









